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VulcanoEtna - Eventi e manifestazioni di Catania e Provincia

Arte e Storia

Storia delle eruzioni Eruzioni antiche, moderne e recenti
Uomini illustri Verga, Martoglio, Musco, Musumeci, Ferro, Gullotta, Bellini, Pacini, Rapisardi
Brani letterari Virgilio, Patrick Brydone, Wolfang Goethe, Guy De Maupassant

Virgilio

«L'Etna tuona con spaventose rovine; a volte erutta sino al cielo una nube
nera, spire di fumo e di cenere ardente, leva globi di fiamme a lambire le
stelle; a volte scaglia macigni, strappando via di slancio le viscere del
monte, travolgendo nell'aria con un gemito rocce liquefatte, bollendo nel
fondo del suo cuore.»

Patrick Brydone (1770)

Tour through Sicily and Malta

«La vista migliore e più soddisfacente del vulcano si ha dal mare, meglio che
da qualunque altro punto dell'isola. L'occhio abbraccia una porzione più
ampia della sua circonferenza, e si può osservare con maggior precisione come
il monte si innalzi simmetricamente da tutti i lati, partendo dall'immensa
base cosparsa delle belle montagnole già descritte. Subito si individuano i
cambiamenti della vegetazione, da dove è folta e lussureggiante a dove i due
poli estremi del caldo e del freddo ne impediscono ogni sviluppo. Le
differenti zone del monte sono segnate in modo preciso dai diversi colori e
dai prodotti del suolo, ed offrono contemporaneamente all'occhio rapito ogni
clima e ogni stagione in tutte le loro varietà:

Where blossoms, fruits, and flowers together rise,
And the whole year in gay confusion lies.

La prima zona offre tutto ciò che caratterizza l'estate e l'autunno, la
seconda quanto è proprio della più deliziosa primavera, la terza un eterno e
inesorabile inverno; e la quarta, per completare il contrasto, è la terra del
fuoco inestinguibile.

Recupero mi ha detto di avere incontrato grandi difficoltà nel cercare di
stabilire la circonferenza della grande base dell'Etna. Questa era stata
sempre valutata a sole cento miglia o poco più, nonostante che si fosse
calcolato che i raggi del cerchio misurassero una trentina di quelle stesse
miglia. L'illogicità del calcolo ha dunque costretto il canonico a fare delle
ricerche per suo conto. Prese e sommate le distanze approssimate da un punto
ad un altro tutto intorno al vulcano, egli ha ottenuto un totale di
centottantatré miglia: un cerchio immenso, senza dubbio, e che continua ad
allargarsi ad ogni eruzione importante. È infatti composto essenzialmente da
lava e materiale eruttivo, ed ho osservato che lungo il suo bordo esterno
devono essere avvenute tante piccole eruzioni che si sono fatte strada
attraverso alcuni degli strati di lava più spessi. Queste eruzioni minori,
verificatesi a tale distanza dalla fornace immensa del monte, sono dovute
probabilmente all'intenso calore della lava che continua per molti anni a
rarefare l'aria nelle caverne sottostanti: a un certo momento l'aria esplode
dalla sua prigione, e la lava allora, precipitando dentro le grotte, dà fuoco
allo zolfo e al nitro di cui sono piene. Si riproduce così in miniatura il
fenomeno di una grande eruzione.»

«Le foreste dell'Etna erano rimaste dietro le nostre spalle, e apparivano ora
come un oscuro e cupo abisso che cingeva il monte ai nostri piedi. La vista
che ci si apriva dinanzi era di ben altra natura; si scorgeva una tale
distesa di neve e di ghiaccio che ci allarmammo moltissimo. Al centro, ma
ancora a grande distanza, si intravedeva la cima del monte ergere la fiera
testa e vomitare torrenti di fumo.»

«tutta l'atmosfera cominciò gradatamente ad illuminarsi, lasciando scorgere
appena appena i vaghi particolari di un panorama sconfinato. Mare e terra
erano bui e confusi, come se stessero emergendo allora dal caos originario, e
luci e tenebre sembravano ancora indivise; finchè il mattino avanzando a
grado a grado, non ne completò la separazione. Le stelle allora si spengono e
le ombre scompaiono. Le foreste che finora sembravano abissi neri e senza
fondo da cui non giungeva neppure un riflesso che ne rivelasse la forma ed il
colore, sorgono alla vista come una nuova creazione, acquistando vita e
bellezza da ogni nuovo raggio di luce. La scena si allarga ancora,
l'orizzonte sembra aumentare d'ampiezza ed espandersi da ogni lato, finchè il
sole come il grande Creatore, compare ad oriente, e con la sua sorgente di
luce modella e completa la scena immane. Tutto è incantato, e stentiamo a
credere d'essere ancora sulla terra...»

Wolfang Goethe (1787)

«l'atmosfera innanzi a noi era verso il basso tutta coperta di nuvole per cui
nella più grande altezza si produsse un mirabile fenomeno. Era striato di
bianco e di grigio e pareva essere qualcosa di corporeo, ma come starebbe il
corporeo in cielo. Il vetturino ci spiegò che questa nostra ammirazione era
dovuta ad un fianco dell'Etna che appariva tra le nuvole squarciate, neve e
dossi alternati formavano le strie e non era ancora la cima più alta.»

Guy De Maupassant (1885)

Viaggio in Sicilia

«La bestia è calma. Dorme là in fondo. Proprio in fondo. Solo il denso fumo
esce dal prodigioso camino, alto 3.312 metri.
Attorno a noi, lo scenario è ancora più strano. Tutta la Sicilia è nascosta da
brume che si fermano vicino alla costa e velano unicamente la terra, di modo
che ci sentiamo in pieno cielo, in mezzo ai mari, al di sopra delle nuvole,
così in alto, talmente in alto che pure il Mediterraneo, che si estende
ovunque a perdita d'occhio, sembra essere il cielo azzurro. L'azzurro quindi
ci avvolge da tutte le parti. Siamo in piedi su un monte sorprendente, uscito
dalle nuvole ed annegato nel cielo che si stende sulle nostre teste, sotto i
nostri piedi, dappertutto.»

«si trascorre qui la notte, sulla paglia, per andare a vedere il sorgere del
sole dall'orlo del cratere. Lasciamo i muli e cominciamo a scalare la parete
spaventosa di cenere indurita che cede sotto i passi, in cui non si può
trovare una presa, trattenersi a nulla, in cui si ridiscende di un passo ogni
tre. Si avanza sbuffando, ansimando, affondando nel suolo molle il bastone
ferrato, fermandosi di continuo. Si deve allora puntare il bastone tra le
gambe per non scivolare giù, perchè la pendenza è così ripida che non si può
neanche rimanere seduti.»

Schinkel

«La costa della Calabria è grande e terribile, più dolce e ospitale attrae
la terra siciliana fin sull’alta vetta dell’Etna con la sua natura più mite»



© 1996 - 2003 http://www.vulcanoetna.com.
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