Arte e Storia
| Storia delle eruzioni |
Eruzioni antiche, moderne e recenti |
| Uomini illustri |
Verga, Martoglio, Musco, Musumeci, Ferro, Gullotta, Bellini, Pacini, Rapisardi |
| Brani letterari |
Virgilio, Patrick Brydone, Wolfang Goethe, Guy De Maupassant |
Il catanese Giovanni Verga (1840-1922) si distinse inizialmente come scrittore
vicino alla corrente letteraria della scapigliatura e poi come scrittore
verista che descrisse abilmente la vita dei contadini e dei pescatori
siciliani. Le sue opere sono spesso state utilizzate per il cinema. La sua
vasta attività letteraria comprende anche una fase teatrale caratterizzata da
una decina di opere tra le quali si distinguono "Vita dei Campi", "La Lupa"
del 1896 e "Dal tuo al mio" del 1903.
Il catanese Nino Martoglio (1870-1921) fu un abile scrittore teatrale che
descrisse una Sicilia colorita e che rappresentò personaggi popolani. Fu
direttore di compagnie siciliane ed animatore teatrale ma anche regista
cinematografico, poeta dialettale e giornalista. Nel giornalismo esordì
pubblicando, dal 1889 al 1904, il settimanale "D'Artagnan" con lo scopo di
discutere arte, letteratura, teatro, politica, ecc. L'iniziativa ebbe
successo, anche perché Martoglio vi presentò le sue prove poetiche,
dialettali e piene di comicità immediata. Ebbe un ruolo predominante
nell"affermazione nazionale del teatro in vernacolo siciliano grazie alla sua
attività di scopritore di nuovi talenti come Giovanni Grasso ed Angelo Musco,
per aver fatto rappresentare come direttore di compagnie teatrali opere del
nisseno Pier Maria Rosso di San Secondo e dell"agrigentino Luigi Pirandello e
come scopritore di nuovi testi teatrali. Nel 1903 fondò la "Compagnia
drammatica siciliana". Dal 1913 al 1915 intraprese la carriera di regista
cinematografico. Tra i suoi film si ricordano "Teresa Raquin" e "Sperduti nel
buio". Nel 1919 fondò la "Compagnia Drammatica del Teatro Mediterraneo" che
vantava nell'organico Pirandello e Rosso di San Secondo e che rappresentò
testi importanti come il "Ciclope" d'Euripide e quelli scritti da Pirandello.
Tra le sue opere teatrali maggiori si ricordano "Nica" del 1903 rappresentata
in teatro da Giovanni Grasso, "L"aria del Continente" del 1915 e "San
Giuvanni Decollato" del 1908 rappresentate in teatro da Angelo Musco.
Angelo Musco (1872-1937) va ricordato per la sua capacità d'attraversare i
vari stati d'animo, per la proverbiale parlantina siciliana e per la grande
comicità e mimica. Inizia la sua carriera come canzonettista dei teatri delle
marionette. Nel 1899 entrò nella compagnia di Giovanni Grasso senior: alla
fine dello spettacolo parodiava la tragedia interpretata da Grasso. Fa parte
anche dalla compagnia di Marinella Bragaglia. Nel 1914, capocomico, presentò
a Napoli la "Comica Compagnia Siciliana". Inizia a farsi apprezzare dal
pubblico e soprattutto dalla critica al punto che i maggiori scrittori
siciliani, da Pirandello a Martoglio, scrissero per lui. Rosina Anselmi
divenne sua ideale compagna artistica. Nella sua carriera ha rappresentato
numerose commedie scritte da Martoglio, come "San Giovanni Decollato" e
"L'aria del continente", e da Pirandello come "Pensaci, Giacomino!", "Liolà","La giara". Per il cinema interpretò ben undici film tra i quali "L'eredità
dello zio buon'anima", "L'aria del continente", "Lo smemorato", "Gatta ci
cova".
Tuccio Musumeci nasce a Catania nel 1935. Inizia la sua carriera teatrale
lavorando nel varietà e nell'avanspettacolo ed ha come compagno di lavoro
Pippo Baudo. Gli anni difficili della gavetta terminano quando Mario Giusti
lo recluta per l'Ente Teatro di Sicilia e con la partecipazione al Teatro
Stabile di Catania. Tra i suoi primi successi si ricordano le sue
partecipazioni a "Il berretto a sonagli" di Pirandello e "Il controveleno" di
Martoglio. Tra i suoi maggiori successi si ricorda la rappresentazione di "Cronaca di un uomo" di Pippo Fava e "Il Consiglio d'Egitto" di Sciascia. La
sua teatralità si ricorda soprattutto per la gestualità tipica di una
marionetta e per la sua comicità.
Turi Ferro, (Catania, 1920-2001), acquisisce la sua formazione teatrale dai
classici e studiando la realtà che lo circonda. Inizia giovanissimo a calcare
i teatrini salesiani ed entra a far parte della Compagnia teatrale "Brigata
D' Arte Di Catania". Successivamente è reclutato nella Compagnia
Anselmi-Abruzzo. Recita a livello professionistico alla fine degli anni 40
insieme alla moglie Ida Carrara e alla "Compagnia Rosso Di San Secondo Roma".
Il suo primo grande successo fu il "Liolà" di Pirandello interpretato nel
1957, spettacolo che portò alla nascita dell'Ente Teatro di Sicilia. Egli
creò tale Ente insieme alla moglie ed unendo i migliori attori teatrali
siciliani del momento come Michele Abruzzo, Rosina Anselmi e Umberto Spadaro.
E' tra i fondatori del Teatro Stabile di Catania insieme a Michele Abruzzo,
Mario Giusti e Umberto Spadaio. Magistrale interprete delle opere di
Pirandello, Sciascia, Fava, Verga, Martoglio, Brancati, Camilleri e Rosso di
San Secondo, dimostra sempre le sue capacità di attore camaleontico. Fu uno
dei pochissimi attori teatrali ad essere diretto in palcoscenico per la
rappresentazione di "Carabinieri" da Roberto Rossellini al Festival di
Spoleto. Ha recitato anche in alcuni film come "Io la conoscevo bene" del
1965 insieme a Ugo Tognazzi, Stefania Sandrelli e Nino Manfredi, film diretto
da Antonio Pietrangeli. Nel 1961 è a fianco di Gian Maria Volonté nel film "Un Uomo da Bruciare" diretto da Paolo e Vittorio Taviani. I suoi colleghi, i
suoi amici più cari ed i familiari lo ricordano come un attore abilissimo che
riusciva a catturare l'attenzione del pubblico anche con piccoli gesti, come
un professionista esigente e competente e dal forte senso del teatro, qualità
innate che si sono raffinate durante la sua lunga carriera.
Vincenzo Bellini
Uno dei compositori più importanti del diciannovesimo secolo nato a Catania
nel 1801 e morto nel 1835, dalla notevole influenza non limitata all'opera,
lo si ricorda soprattutto per le sue opere popolari, per le sue composizioni
strumentali ed il suo “Oboe Concerto”.
Da considerarsi un bambino prodigio visto che iniziò a studiare pianoforte
all’età di tre anni, le leggende sul suo conto sono molteplici.
Tra le sue opere si ricordano "Il Pirata", "la I Capuletti il ed I Montecchi", "La Sonnambula"; tra le sue opere più drammatiche si ricordano "La
Norma" (con un ruolo da soprano davvero difficoltoso) e i “Puritani”.
Giovanni Pacini
Nato a Catania nel 1796- e morto a Pescia nel 1867, studiò canto e a soli 17
anni esordisce come operista con la farsa “Annetta e Lucindo” (Milano, 1813).
A Viareggio fonda una scuola di musica che nel 1865 fu trasferita a Lucca.
I suoi melodrammi, fra cui “Furio Camillo” del 1839 e “Saffo” del 1840, erano
rappresentati ogni anno nei maggiori teatri italiani e stranieri.
Amico di Rossin, lavorò come critico musicale a varie riviste.
Mario Rapisarda (Rapisardi)
Poeta, professore di letteratura italiana all’Università di Catania, la sua
opera mostra concezioni filosofiche, politiche e sociali razionaliste.
Compose liriche, poemi filosofici come “Palingenesi” sull’accordo fra fede e
progresso, “Lucifero” sulla ribellione religiosa ispirato dalla crisi di
ateismo che colse il poeta e dalle influenze di altri scrittori come Milton, “Giobbe”, “Atlantide” di ispirazione socialista. Scrisse anche Epigrammi e fu
traduttore di Lucrezio, Catullo, Orazio e Shelley.
Nato a Catania nel 1844, amante della letteratura e della storia, suonava il
violino e coltivava la pittura. Lettore di Alfieri, Monti, Foscolo, Leopardi
e di vari autori risorgimentali, amava molto anche lo studio dei classici
greci e latini. Tra le sue opere giovanili si ricordano un Inno di guerra,
agl'italiani e l'incompiuto poemetto Dione.
Nel 1868 pubblica il suo primo poema, La Palingenesi, dove condanna la
corruzione del clero e difende l'azione moralizzatrice di Lutero.
Nel 1872 sono pubblicati i versi “Le Ricordanze” dalla vena intimista. Nel
1875 ottenne la nomina a professore straordinario di Letteratura italiana e
l'incarico di Letteratura latina all'Università di Catania grazie ad uno
studio critico su Catullo.
Insignito del titolo di Cavaliere della Corona d’Italia e nominato professore
ordinario di Letteratura italiana e latina dal ministro della Pubblica
Istruzione De Sanctis, instaura una polemica con il Carducci al quale aveva
inviato una copia del Lucifero e che si rende conto d'essere oggetto di
caricatura in alcuni versi dell'XI canto.
Separatosi dalla prima moglie che aveva stretto un legame con Verga, nell'85
si sposa con Amelia Poniatowski.
Muore nel 1912 a Catania. La sua città tenne il lutto per tre giorni.
Nonostante questo, a causa del veto delle autorità ecclesiastiche, la sua
salma rimase insepolta per quasi dieci anni in un magazzino del cimitero
comunale.
L'attore Leo Gullotta (Catania, 1946) inizia la sua carriera presso "Il teatro stabile" seguendo gli insegnamenti di Turi Ferro e Salvo Randone e prendendo parte a numerose interpretazioni come "L'isola dei pupi" del 1965, "Zio Vanja" del 1965 e "Sei personaggi in cerca d'autore" del 1966. Amato per il suo carattere comico e poliedrico, ottiene la fama grazie alle sue caricature e travestimenti per alcuni programmi televisivi. È anche grazie a grandi registi come Nanni Loy, che lo vuole per il suo film "Il camorrista" del 1986, e Giuseppe Tornatore, che lo ingaggia per "Nuovo cinema paradiso" nel 1988, che l'attore dimostra pienamente le sue capacità artistiche.