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17/09/2004 h 1700 - Diminuzione flusso lavico Sull'Etna è diminutia la portata dei flussi lavici che fuoriescono dalle bocche a quota 2.620 e 2.340. La portata è di 2-3 metri cubi al secondo e si sono arrestati i fronti lavici più avanzati nella valle del Bove, dove si verificano tracimazioni e sovrapposizioni. Gli strumenti hanno registrato un lieve incremento dell'ampiezza del tremore. Permane l'attività di degassamento dei giorni scorsi. 15/09/2004 h 1700 - Attività di degassamento L'eruzione sull' Etna continua, anche se l' emissione di lava pare rallentare, nella desertica Valle del Bove, senza minacciare i centri abitati. I tecnici dell'Ingv hanno sorvolato i crateri sommitali e la telecamera termica non ha rilevato anomalie termiche riconducibili ai fenomeni eruttivi in atto sulla sommità dei crateri. E' stato rilevato un consistente degassamento ben visibile lungo una frattura sommitale che taglia l'orlo craterico orientale del Cratere di Sud-Est con orientazione circa nord-sud ma che si mantiene a bassa temperatura. Rimangono attive le due colate che fuoriescono dalle bocche di quota 2650 metri e 2350 metri sulla parete occidentale della Valle del Bove che appaiono però meno alimentate rispetto a ieri. La portata alla bocca di quota 2350 metri è di circa 1 metro cubo al secondo. La colata alimentata dalla bocca di quota 2650 metri presenta nella parte alta un inizio di ingrottamento nella porzione in cui il canale scorre su un pendio più dolce, sempre nelle immediate vicinanze della bocca eruttiva. 14/09/2004 h 2000 - Attività di degassamento Oggi è stata segnalata a quota 2.820 una attività esplosiva di media entità che ha portato all'espulsione di brandelli di lava. Questo tipo di attività, spiegano gli esperti, non è stata accompagnata da emissione di colate e nel pomeriggio è stata sostituita da una intensa attività di degassamento. 13/09/2004 h 1340 - Nuova frattura effusiva
Continua sull' Etna l'emissione di lava e il materiale incandescente si riversa nella desertica Valle del Bove, raggiungendo il pianoro che si trova nei pressi dei Monti Centenari, a quota 1.950 metri. L'alimentazione è costante e il braccio più avanzato ha percorso oltre un chilometro e non costituisce alcun pericolo per i centri abitati. Dal cratere di Sud Est e dalla frattura continua l'emissione di gas bianco.
12/09/2004 h 0900 - Eruzione in corso nella Valle del Bove Durante la mattinata i tecnici dell'Ingv di Catania hanno condotto un sopralluogo di terreno del teatro eruttivo. E' persistente l'efflusso di lava dalla bocca di quota 2620 metri s.l.m., che ha leggermente incrementato l'emissione di lava. L'emissione di lava è accompagnata da un una attività di spattering, con lancio di brandelli lavici incandescenti ad altezze comprese tra 1 e 6 metri circa, e che talvolta raggiungono altezze fino a 20 metri. Il fronte lavico più avanzato è attestato quasi alla base della parete, a poco più di un chilometro di distanza dalla bocca eruttiva.
11/09/2004 h 0900 - Eruzione in corso nella Valle del Bove La colata, che procede ad una velocità costante, da due a quattro metri al secondo, è divisa in due bracci paralleli, nei pressi di Serra Giannicola Piccola. Il braccio più avanzato della colata ha percorso già 900 metri
con un fronte terminale largo 10-15 metri, posto a circa 2150 m di quota e presenta numerose "digitazioni" che favoriscono il raffreddamento del materiale incandescente, rallentandone il cammino. In alcuni tratti vi sono dei fenomeni di ingrottamento (la lava crea un canale sotterraneo ed emerge più a valle da bocche effimere). Sandro Bonaccorso, direttore dell'Ingv di Catania ha dichiarato che siamo di fronte ad «un primo assestamento dell' attività dell' Etna ma attendiamo ancora qualche giorno per la sua stabilizzazione. Certo la zona da dove viene fuori la lava ci lascia tranquilli. E' la migliore area possibile: la Valle del Bove è desertica e il materiale incandescente può scorrervi per mesi senza creare danni». Gli esperti non escludono, però, che possa ripetersi lo scenario delle precedenti eruzioni, con due zone effusive contemporanee su versanti diversi dell' Etna. Nella figura sotto riportata, a cura dell'Ingv di Catania, si espone una foto panoramica della parete occidentale della Valle del Bove all'altezza della Serra Giannicola Piccola, con annessa immagine termica per visualizzare meglio l'espansione del flusso lavico.
10/09/2004 h 0900 - Eruzione in corso nella Valle del Bove Sull'Etna è in corso una nuova eruzione sommitale scoperta dalle Guide del vulcano . Da una larga frattura nei pressi di Serra Giannicola Piccola (a quota 2.650metri) esce lava incandescente. La colata è discretamente alimentata. L'eruzione è cominciata alle 7 di oggi nella Valle del Bove: è lontana da centri abitati e non costituisce un pericolo per cose e persone.
1 frattura eruttiva dalla cui base e' fuoriuscita la colatina del 7 settembre L' Ingv ha attivato le procedure di sorveglianza e di controllo. Nei prossimi giorni, infatti, sarà pronta una simulazione computerizzata dell'eruzione a breve, medio e lungo periodo. Nella zona sommitale del vulcano sono presenti anche le guide dell'Etna, militari del soccorso alpino della guardia di finanza e appartenenti al corpo forestale. 09/09/2004 h 1000 - Espansione fratture secche Proseguono a espandersi le fratture secche, delle vere e proprie crepe sul terreno senza emissione di lava, che secondo gli ultimi rilievi sono apparse anche a 2.700 metri nella Valle del Bove. L'attività effusiva è assente, ma gli strumenti dell'Ingv segnalano che la temperatura nei condotti è alta, stimata intorno a 900 gradi, Secondo gli esperti, la creazione di queste nuove fratturazioni e l'espansione di quelle già esistenti dimostra che all'interno del vulcano il magma è in movimento ma che non ha la potenza necessaria per fuoriuscire. Dalle fratture secche site a quota 2800 metri nella valle del Bove in zona Serra Granicola Piccola si registra una consistente fuoriuscita di vapore caldo misto a zolfo. Il vapore indica che vi è del magma che penetra sottoterra e risale in superficie. Il sistema delle fratture si è ulteriormente allungato, estendendosi su un'area di circa 800 metri. Ancora non è comunque cominciata alcuna attività laterale, (emissione di lava). 08/09/2004 h 1900 - Nuove fratture secche I vulcanologi seguono con attenzione lo stato di deformazione del suolo e continuano ancora a «non sciogliere la prognosi». «Questo stato di fermo va studiato. Le fratture secche, cioè senza emissione di lava, che si sono create nella zona sommitale dell' Etna, a circa 2.800 metri di quota, si sono allargate e sono in aumento. Il direttore dell'Istituto, Sandro Bonaccorso, ha dichiarato che «questo fenomeno non è un buon indizio di tranquillità, perchè ci dice che il magma è alto nei condotti interni del vulcano e preme per uscire. Non sappiamo se ha però l'energia necessaria. Non possiamo escludere un'eruzione in quella zona, anche se non sappiamo quando e se accadrà». Bonaccorso spiega l'assenza di variazioni dell'ampiezza del tremore con «la presenza nelle zone sommitali di magna» come già avvenuto nel 1985. La zona interessata riguarda la parte sommitale del vulcano, lontana da centri abitati. I rilievi di terreno effettuati hanno fatto notare che la frattura eruttiva dalla quale è fuoriuscita la lava, si è arrestata alla quota di circa 2850 m. All'interno delle fratture a monte del punto di emissione della colata, ad una profondità di circa 4-5 m, grazie all'utilizzo di una telecamera termica sono state registrate temperature superiori a 900°C. Le analisi chimiche (ancora in fase di completamento) dei prodotti eruttati evidenziano una ricchezza di cristalli, che indica materiale vecchio già presente da tempo nel condotto.
La colata che ieri era fuoriuscita dalla fessura apertasi a quota 2.950 metri si è fermata e dalle quattro piccole bocche non esce più lava. «Allo stato attuale tutto nella zona sommitale è fermo ma resta lo stato di attenzione», spiegano all' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Catania. «Non c' è emissione di lava e la colatina si è bloccata e anche le fratture sul terreno presenti nella zona sono rimaste invariate». 07/09/2004 h 1300 - Nuova Eruzione cratere di Sud Est Oggi intorno alle 13 una frattura si è aperta nel versante meridionale del Vulcano. Lo hanno reso noto i militari del Soccorso alpino della Guardia di Finanza che, insieme alle guide dell'Etna, hanno effettuato un sopralluogo a quota 2.950 per constatare l'entità del fenomeno. La frattura si è creata alla base del cratere Sud Est fra i coni delle eruzioni del 1999 e del 2001. La frattura alimenta una colata discretamente alimentata che ha percorso circa 230 metri con un magma fortemente degassato e che, dunque, non presenta attività esplosiva. Attualmente la colata si dirige nella deserta valle del Leone e non minaccia quindi le strutture turistiche riaperte lo scorso agosto, già distrutte distrutte nel 2001. Secondo quanto riferito dall'Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia di Catania la nuova attività dell'Etna «non è stata anticipata, come solitamente avviene, da attività sismica nè dall' aumento significativo dell'ampiezza del tremore interno del vulcano». Il direttore dell'Ingv, Sandro Bonaccorsi, afferma che «bisognerà attendere le prossime 48 ore, per verificare come evolve la situazione, prima di parlare di vera eruzione». |