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Etna Trekking I percorsi di seguito elencati sono meramente divulgativi; l'autore di questo articolo nè questo sito si assumono responsabilità alcuna.
Questo percorso si snoda a quote comprese tra i 1500 ed i 2000
metri all'interno del Parco, in buona parte su strade sterrate.
Descrizione Primo giorno Raggiunto il Rifugio Sapienza (1910 m), in auto o in autobus
da Zafferana, Pedara o Nicolosi, si segue la strada asfaltata costruita sulle
lave del 1983 e del 1985 in direzione grande albergo, fino al cancello del Demanio
Forestale Regionale Feliciusa Milia (1685 m). Si oltrepassa il rifugio e si incontra un bivio: si va a destra (a sinistra si giunge nel Bosco Prato Fiorito e a M. Minardo) e si segue la comoda sterrata non segnata su IGM (prima verso nord e poi verso ovest) che, passando fra M. Palestra e M. Fornello, conduce in breve al piccolo Rifugio di Poggio La Caccia (1905 m. 0.30 ore, non segnato su IGM), dove poter effettuare una sosta e rifornirsi d'acqua. La sterrata scende poi attraverso boschi di betulle, lascia a destra le Bocche di Fuoco del 1848 e prosegue fino a M. Nunziata, dove è presente una bellissima grotta dal nome omonimo, formata da una galleria di scorrimento lavico. Si segue la sterrata che traversa in leggera discesa le lave del 1832 fino ad un bivio e si segue sulla sinistra il percorso che scende al Rifugio di M. Scavo (1740 m, 1 ora), dove è possibile pernottare. Secondo giorno
Si riprende la strada che si era lasciata al bivio e fra pini di rimboschimento e cedri si giunge al Rifugio di M. Spagnolo (1440 m, 2 ore). Si continua sulla carrareccia lasciandosi a sinistra la grossa diramazione per la Cisternazza, fino a M. Santa Maria. Si oltrepassa una sbarra e si prosegue, sempre in salita, attraverso le lave del Passo dei Dammusi, fino alla Grotta dei Lamponi (1715 m, 2 ore). Dopo aver superato la Caserma Forestale Pitarrone (1481 m),
si prosegue e si giunge alla strada che sale da Linguaglossa (1400 m, 2 ore).
Fin qui il percorso è sufficientemente agevole ed è percorribile da persone esperte ed attrezzate anche in autunno inoltrato o fine inverno. Terzo giorno Dal piccolo edificio della Scuola Italiana di Sci di Fondo di Piano Provenzana si segue il sentiero in un pianoro che permette una bella vista su Pizzi Deneri e sull'Osservatorio del CNR, con sfondo il cratere di NE. Si entra poi nel bosco attraverso il fondo asciutto di un ruscello in leggera discesa fra pini larici giungendo, attraverso diversi letti asciuuuti, in una radura che permette l'osservazione della cima di Monte delle Frumento delle Concazze. Si attraversa il pianoro e si giunge alla base di Monte Baracca, si lascia sulla sinistra il sentiero che giunge sulla strada asfaltata e attraverso le betulle si giunge ad un casolare con un ovile Si procede lungo il sentiero a destra dei conetti dei Monti
Sartorius (eruzione del 1865). Si raggiunge la strada asfaltata (1670 m, 1.20 ore) e la si segue verso destra giungendo in un quarto d'ora al Rifugio Citelli (1741 m).
Dopo una sosta panoramica, si scende, entro la Valle del Bove. Si costeggia la base di M. Simone e si prosegue senza sentiero verso i M. Centenari (oltre 3 ore a causa delle lave del 1991-3) fino a raggiungere i ruderi del Rifugio G. Menza (1690 m, 1.30 ore) in prossimità del quale si può pernottare. Quarto giorno Si scende nella Serra del Salifizio e in due ore si giunge a
Piano del Vescovo (1370 m). Cartina provvisoria |